Archivi categoria: Riduzione del danno

IV Convention nazionale dei servizi di prossimità, bassa soglia e riduzione del danno

L’appuntamento è l’11 e il 12 febbraio al Campus universitario di Torino. Organizza l’Asl To2 in collaborazione con il Dipartimenti dipendenze delle Asl To3 e 4. Verrà illustrata l’attività ventennale del servizio Can Go.

11 FEB – Si svolge l’11 e 12 febbraio 2016, presso il Campus Universitario Luigi Einaudi di Lungo Dora Siena 100 a Torino, la IV Convention Nazionale dei Servizi di Prossimità, Bassa Soglia e Riduzione del Danno, organizzata dal Dipartimento Dipendenze C. Olievenstein dell’Asl TO2, in collaborazione con i Dipartimenti dell’Asl TO3 e dell’Asl TO4, e con la Cooperativa Sociale P.G. Frassati, ITARD, CNCA e COBS.

“Il fenomeno del consumo delle sostanze psicoattive – si legge in una nota – si configura in modo sempre più articolato e complesso: a livello europeo, riferendosi ai consumi dell’ultimo anno e soltanto alle sostanze illegali, vi sono stati nella popolazione tra i 15 e i 64 anni 5 milioni e 700mila soggetti che hanno assunto cocaina, 1 milione e 300mila di persone che hanno assunto oppiacei, 2 milioni e 900mila che hanno consumato amfetamine e 3 milioni e 900mila che hanno usato ecstasy. Il dato più rilevante per estensione riguarda però l’elevatissimo consumo di cannabis che si valuta in 34 milioni di assuntori nell’ultimo anno”.

Dai dati della Asl emerge, inoltre, che “rispetto alle patologie collegate al consumo si osserva per quelle infettive una riduzione dell’HIV mentre l’incidenza e la prevalenza delle temibile epatite C è in crescita”.

Le overdose, “che sono spesso il risultato di una assunzione contemporanea di diverse sostanze,” determinano ancora circa 8000 decessi all’anno; “su quest’ultima problematica bisogna inoltre tenere conto che il 3,4 % di tutti i decessi negli adolescenti e giovani adulti dai 15 ai 39 anni è determinato da overdose”. Leggi il resto di questa voce

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Collegno, Drop-in ”PuntOFermo” in piazza contro l’Aids: volantinaggio a Fermi e test gratuiti

unaids-wordle-croppedCOLLEGNO 1 DIC – Volantinaggio questa mattina al capolinea della Metro di Fermi di Drop-in ”PuntOFermo” per sensibilizzare la cittadinanza sull’Aids e sulle pratiche di prevenzione della malattia. Oltre ad alcuni volantini informativi su come praticare sesso sicuro, l’associazione ha regalato ai passanti un preservativo ed un opuscolo su come conservarlo al meglio per una sua effettiva efficacia. Nel pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 16.30, presso la propria sede  in corso Pastrengo 17 a Collegno, l’associazione ha messo a disposizione test rapidi hiv anonimi e gratuiti. Le iniziative fanno parte della giornata mondiale di lotta all’Aids.

fonte:PiemonteLife

La “Carta di Milano 2015” – Cambiamo verso sulle droghe. Adesso!


Cambiamo verso sulle droghe. Adesso!
 Da Genova a Milano verso New York 2016

Scarica la Carta di Milano in pdf

Sulle orme di Don Gallo, un anno dopo la Conferenza di Genova, associazioni, gruppi, operatori, movimenti, persone che usano sostanze e rappresentanti istituzionali impegnati nel contrasto degli effetti nocivi dell’abuso di droghe e della criminalizzazione si sono riuniti a Milano il 20 e 21 novembre 2015, con il sostegno della Cgil e il patrocinio del Comune Milano, per confrontare esperienze e delineare un’alternativa praticabile anche in Italia alle fallimentari politiche proibizioniste in via di superamento in molte parti del mondo. Lo scorso anno la Corte costituzionale ha proclamato la illegittimità della legge Fini-Giovanardi. La sentenza della Consulta ha avuto un valore simbolico immenso, mettendo all’ordine del giorno anche in Italia il percorso per una legge più umana e più giusta che contrasti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma sottragga le persone che usano sostanze alla macchina repressiva offrendo loro la possibilità di un uso consapevole e, quando necessario, di sostegno sociale e sanitario. Leggi il resto di questa voce

Aids, iniziativa del Ministero della Salute

Aids World DayFonte: CESDA

La disponibilità è stata sottoscritta a Torino in occasione della XXII Assemblea annuale dell’Anci. Il prossimo 1 dicembre, i Comuni che hanno aderito all’invito riceveranno materiale informativo da diffondere attraverso tutti i loro canali istituzionali. I Sindaci che non hanno potuto aderire all’iniziativa possono farlo prendendo contatti con la direzione della Comunicazione del ministero.

In tutto 348 Sindaci dei Comuni italiani, o loro delegati, si sono impegnati a promuovere le iniziative di comunicazione e prevenzione del ministero della Salute in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids.
Il prossimo 1 dicembre, i Comuni che hanno aderito all’invito riceveranno materiale informativo da diffondere attraverso tutti i loro canali istituzionali.

Dopo l’enorme successo conseguito con la campagna di adesione all’iniziativa “Donazione in Comune”, per promuovere la dichiarazione di volontà riguardanti la donazione di organi da introdurre in Carta d’Identità, si rinnova dunque la collaborazione tra ministero della Salute e Comuni italiani.
I Sindaci che non hanno potuto aderire all’iniziativa in occasione dell’Assemblea possono ancora farlo prendendo contatti con la direzione della Comunicazione del ministero all’indirizzo mail segr.dgcori@sanita.it

Decapitati i Servizi per le Dipendenze del Piemonte

paolo-jarreFonte: Il blog di Fuoriluogo

Da molti anni in Piemonte il sistema sanitario di gestione e presa in carico dei problemi di salute derivanti dal consumo di sostanze psicoattive legali ed illegali e da altri comportamenti additivi senza sostanza aveva trovato un proprio delicato equilibrio organizzativo, nonostante la progressiva restrizione delle risorse umane e finanziarie imposta dai subentranti tagli e piani di rientro somministrati dai diktat dei diversi governi nazionali via via succedutisi.

L’equilibrio poggiava su alcuni elementi essenziali:
– la piena autonomia tematica (e organizzativa) rispetto alle mire annessionistiche della psichiatria (autonomia ancora confermata dai provvedimenti regionali di fine giugno 2015);
– una compiuta e matura integrazione non competitiva tra pubblico e privato sociale accreditato;
– una pari dignità rispetto alle altre strutture territoriali e ospedaliere
– la preservazione della multidisciplinarietà e della pari dignità delle discipline coinvolte
– l’estensione dell’area di attività da quella tradizionale nel settore dell’uso problematico di sostanze illegali e alcol a tutta a gamma dei consumi additivi problematici
– il consolidamento degli interventi storici di riduzione del danno, in particolare nella Provincia di Torino
– una discreta articolazione organizzativa interna con l’attribuzione di responsabilità intermedie a dirigenti ed operatori del Comparto.

Dal punto di vista strutturale ciò era declinato dalla presenza di un Dipartimento misto pubblico-privato sociale in ogni ASL, integrato per le funzioni di pianificazione territoriale anche dagli Enti Locali, da rappresentanti dell’associazionismo e dell’utenza; all’interno del Dipartimento nelle 4 AASSLL più grandi del Piemonte (in Provincia di Torino), le 2 torinesi, l’ASL TO3 di Collegno e Pinerolo e la TO4 del Canavese, 2 o 3 Strutture Complesse Ser.T., ciascuna con la propria fetta di territorio e di utenza e con la propria articolazione interna. Leggi il resto di questa voce

Numero Monografico di “Medicina delle dipendenze” sulla riduzione del danno

MDD 10-15E’ disponibile presso il CESDA il nuovo numero della rivista Medicina delle Dipendenze, incentrato sul tema della riduzione del danno. La riduzione del danno è letta, analizzata e interpretata non solo per quanto riguarda la macro-categoria delle sostanze psicoattive legali e illegali, ma anche delle dipendenze comportamentali (gioco d’azzardo), dell’epatite C e della prostituzione. Nell’editoriale il direttore della rivista Paolo Jarre fa un punto sullo stato delle politiche di riduzione del danno rispetto ai vari campi, passando quindi dal tabacco all’alcol, dal gioco d’azzardo al mercato del sesso. Per Jarre, seppure a volte con scarsa consapevolezza, in Italia le politiche di riduzione del danno agite dall’amministrazione pubblica hanno consentito la sperimentazione e anche la messa a regime di significativi interventi. Spesso però tali interventi sono stati parziali e contraddittori: basti pensare alle resistenze poste dalle lobbies di produttori, come nel caso dei viticoltori o, ancora più emblematico, ai paradossi in materia di gioco d’azzardo, dove da vent’anni lo Stato agisce più da amplificatore che da riduttore del danno. Afferma Jarre: “Non c’è nessuna consapevolezza nella nostra classe politica della necessità di affrontare i temi dei consumi additivi esagerati in modo armonico e unitario, senza strepiti e strumentlizzazioni propagandistiche, ma con una pragmatica diffusa linea di riduzione del danno: libertà nei consumi, rigorosa protezione dei vulnerabili, confinamento delle scene di consumo in aree circoscritte, organizzate e vigilate, tutela sanitaria dei consumatori problematici, divieto di proselitismo e di pubblicità, sistema sanzionatorio efficace e rapido per i trasgressori, imposizione fiscale rigorosa con aliquote alte per i commercianti (che commercializzano tutto sommato la merce più facile da vendere e che fidelizza più facilmente il cliente, il piacere…). In questa cornice si collocano gli interventi di riduzione del danno nel campo dell’alcol, del gioco d’azzardo, del tabacco e del sesso”.

Per il decennio della riduzione del danno

Ungass 2016Fonte: Fuoriluogo x Ungass 2016

Visita: Verso Ungass 2016

Firma la dichiarazione

E’ cominciata la marcia di avvicinamento verso #UNGASS2016  da parte delle ONG di tutto il mondo. Questo il testo, tradotto in italiano, della dichiarazione per il “Decennio della Riduzione del Danno” che una serie di organizzazioni internazionali hanno deciso di lanciare a Kuala Lumpur e che noi vi invitiamo a sottoscrivere sul sito ufficiale: www.harmreductiondecade.org.

Nel 1998, la comunità internazionale si riunì presso la sessione speciale dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sulle droghe a New York con lo slogan ‘A Drug Free World – We Can Do It’ (Un mondo libero dalle droghe – Possiamo farlo!). Da quel momento, invece di realizzare un mondo senza droghe, abbiamo assistito invece alla crescita dei danni causati dal sistema punitico di controllo delle droghe in tutti gli angoli del mondo: un catalogo che comprende violazioni dei diritti umani contro le persone che fanno uso di droghe, la diffusione del virus HIV e HCV, epidemie causate in particolar modo da metodi di iniezione non sicuri, alti livelli di overdose in molti paesi, e carcerazione di massa come conseguenza diretta delle leggi punitive sulle droghe. Leggi il resto di questa voce

Droghe: come si riducono i danni (e le morti)

Cocoricò2Fonte: Ristretti Orizzonti

Articolo di: Alessandro De Pascale

Scarica il pdf dell’articolo su Left

A due mesi dalla chiusura del Cocoricò, siamo andati a vedere come lavorano gli operatori che si occupano di riduzione del danno in un rave in Val d’Orcia. Ma per il prefetto di Siena rimangono “interventi marginali”

Quest’estate ci eravamo occupati di “riduzione del danno”, in seguito a una serie di casi di cronaca, per spiegare come quelle morti, forse, si sarebbero potute evitare. Ora siamo invece andati a vedere come lavora chi questi interventi li mette in pratica. Le politiche di riduzione del danno non sono tuttora riconosciute dal nostro ordinamento, nonostante le prime sperimentazioni risalgano a oltre due decenni fa, e malgrado siano fra i pilastri fondamentali dell’Unione europea in materia di droghe.

I governi targati Berlusconi hanno tagliato i fondi e, per anni, l’espressione stessa “riduzione del danno” è stata perfino eliminata dai documenti ufficiali governativi. È il weekend del 18-20 settembre 2015. In Val d’Orcia, un’ampia valle toscana patrimonio dell’Unesco situata quasi al confine con l’Umbria, va in scena un rave party al quale accorrono circa 3mila persone, anche dall’estero. “Si è svolto in una diga, progettata negli anni Ottanta per sbarrare il fiume Orcia e mai terminata. Un canalone in cemento armato, stretto e lungo. Uno dei tanti scempi incompiuti che ci sono in Italia”, racconta a Left il sindaco di Radicofani, Francesco Fabbrizzi (centrosinistra). Leggi il resto di questa voce

Le mani di tutta Europa

Mags-Maher-213x300E’ un momento emozionante per l’attivismo e l’advocacy delle persone che fanno uso di droghe, dice Mags Maher.
Per la prima volta dopo anni, l’Europa è riuscita a riunire un gruppo esperto in advocacy con lo scopo di formare una rete di attivisti motivati, innovativi, interessati e con uno sguardo verso l’attuazione di politiche e prassi di riduzione del danno in tutta l’UE. Al gruppo è stato dato il nome di Rete europea di persone che usano droga (EuroNPUD).
Siamo partiti nel 2010/11, quando EuroNPUD ricevette 20.000 € di finanziamento dalla UE per un progetto di studio e mappatura delle reti di persone che usano sostanze. Dopo una riunione di coordinamento in occasione della Conferenza Internazionale di Riduzione del Danno a Liverpool nel 2010, abbiamo iniziato con una mappatura di tutte le drug user union (organizzazioni di persone che usano sostanze) in Europa. Queste informazioni sono, in seguito, state presentate alla prima Conferenza Europea di Riduzione del Danno, svoltasi a Marsiglia nel 2011.
EuroNPUD riceve input da 14 paesi di tutta l’UE, i suoi sostenitori e le reti cui appartengono apportano una vasta gamma di differenti esperienze e competenze. Molti dei nostri attivisti sono membri e leader affermati nel mondo della politica sulle droghe, della riduzione del danno e sono esperti nel mobilitare la comunità di persone che fanno uso di sostanze/droghe (PWUD).
Le attività correlate agli stupefacenti sono il focus principale della nostra organizzazione e includono la riduzione della domanda di droghe, la riduzione dell’offerta, la cooperazione internazionale, l’informazione, la ricerca e la stima di vari aspetti correlati. Abbiamo anche stabilito un sistema di comunicazione tra gruppi di pwud e attivisti nell’UE, in quanto ciò è fondamentale per la raccolta di informazioni e consultazioni “dal basso”. Leggi il resto di questa voce

La riduzione del danno tra informazione, pratiche e autoregolazione

CocoricòArticolo di:  Andrea Fallarini e M.T. Ninni

La tragedia occorsa a Lamberto Lucaccioni (alla famiglia e agli amici) e la successiva chiusura disposta nei confronti della discoteca dove ne è avvenuta la morte, ha pian piano riempito le cronache dei giornali. Del tutto ovvio l’annuncio del “pugno di ferro” del Viminale, cui fa eco il provvedimento del questore di Rimini che ha deciso la chiusura per quattro mesi di una delle maggiori discoteche in Italia, seguendo una logica inutile e repressiva che ancora qualcuno, mosso da palesi intenti ideologici, si ostina a ripresentare. Come spesso accade davanti a una tragedia – articoli e commenti muovono da una domanda classica: “Come si poteva evitare?”.
A scorrere le notizie su carta stampata e in rete, tralasciando la proverbiale limitatezza di chi ancora pensa di tutelare la sicurezza delle persone con azioni tese a reprimerne comportamenti che coinvolgono trasversalmente tutti gli strati della società, questa volta la risposta è stata diversa dal passato. In pratica la maggioranza fa riferimento alla necessità d’interventi di riduzione del danno e giusto per dirla in parole semplici, quei tre termini, a oggi, altro non sono che la risposta più efficace alla domanda di prima.
Se questa sembra essere un’affermazione presuntuosa, allora, tanti sono gli arroganti e in tutto il mondo ormai: si rammenta però che l’efficacia non si misura con la morale e gli approcci basati sulla riduzione del danno sono quelli che mostrano le maggiori evidenze scientifiche, in una parola risultati certi.
In Italia, finalmente, anche nelle istituzioni qualcosa pare si stia muovendo nonostante il recente medioevo cui abbiamo dovuto assistere.
Siamo reduci da una politica sulle droghe che, ha imposto una legge, in seguito giudicata anticostituzionale, che ha legittimato misure repressive durate otto anni, fatte di arresti, incarcerazioni e morti, delle quali solo alcune sono salite alla ribalta delle cronache. Una politica che è addirittura giunta a chiedere, in occasione della scorsa UNGASS sull’Aids del 2011, la cancellazione della dicitura “harm reduction” (riduzione del danno) nei documenti che si sarebbero prodotti. Tutto questo senza nemmeno tenere in considerazione i dati diffusi dall’UNAIDS proprio in quell’anno e che, per esempio, mostrava come nella regione che comprende Europa dell’Est e Asia Centrale, tra il 2001 e il 2011 il numero di persone che convivevano con l’HIV è salito da 970 mila (min 760 mila – max 1,2 milioni) a 1,4 milioni (min 1,1 – max 1,8). In quelle regioni, vi era – e ancora esiste, salvo qualche eccezione – una bassa copertura dei programmi di scambio-siringhe e distribuzione di profilattici, pratiche base della riduzione del danno. Nella Federazione Russa, sono vietate anche le terapie sostitutive e nel 2014 la percentuale media di persone HiV+ tra PWUD è del 2.29% mentre le persone HiV+ sono tra gli 850 mila e gli 1,3 milioni (stime che, nonostante l’ufficialità, paiono molto prudenti). Leggi il resto di questa voce