Associazione

logo-ass-isola-di-arran-3-e1430157375770L’associazione “L’Isola di Arran” nasce nel 1996 intorno all’esperienza del giornale di strada “Polvere” e del gruppo di auto-mutuo-aiuto autogestito “Fluxo”. Nel 1995 grazie a un finanziamento ricevuto dall’Istituto Superiore di Sanità nasce il giornale di strada “Polvere”, giornale che affronta le problematiche legate al consumo di droghe. Intorno all’attività della redazione e di alcuni interventi di sensibilizzazione sui temi delle infezioni da HIV/AIDS e del consumo di droghe illecite è andata man mano maturando l’esigenza di costituirsi in associazione per dare maggior respiro e incisività agli interventi progettati.
Nel 1996, finalmente, L’Isola di Arran si costituisce in associazione e s’iscrive all’albo regionale del volontariato; nello statuto dell’associazione è fortemente ribadita la volontà di lavorare con le persone che usano sostanze e l’impegno dei soci nell’area del disagio legato alla marginalità, perseguendo e promuovendo quale metodologia del proprio intervento il sostegno tra pari. Nel 1997 a seguito della progettazione congiunta tra i Ser.D. dell’ex ASLTO3, Gruppo Abele e L‘Isola di Arran nasce la sperimentazione del primo “Drop In” ubicato nel territorio torinese. Nel 2002, l’associazione realizza con il Dipartimento di Patologie delle Dipendenze dell’ASLTO3 il Servizio di accoglienza notturna “Endurance”, rivolto a persone che usano sostanze con problemi di disagio abitativo. L’esperienza maturata nella co-progettazione del primo Drop In torinese è servita, in seguito, alla realizzazione del progetto di Pronta Assistenza (Pr.Assi.) del Dipartimento Dipendenze 1 dell’ASLTO2: alcuni soci sono, a tutt’oggi, membri dell’equipe di lavoro.
Negli anni a seguire, in collaborazione con l’ASLTO2, il servizio itinerante di riduzione del danno “Cangoo” e l’associazione L’Ago nel Pagliaio, sono stati organizzati numerosi corsi per operatore-pari, i cui partecipanti hanno, in seguito, potuto trovare un impiego in vari servizi, tra cui il già citato “Cangoo”, il progetto “Dis-pari” (ASLTO2 e associazione L’Ago nel Pagliaio) e il servizio di accoglienza notturna “Endurance”.
L’associazione ha avuto un ruolo di primaria importanza nella promozione di varie iniziative legate al mondo del sociale, della bassa soglia e della riduzione del danno, tra i quali la partecipazione alla costituzione del Coordinamento Operatori Bassa Soglia del Piemonte, la discussione in merito a una possibile apertura di una sala igienica del consumo a Torino e la possibilità di un riconoscimento istituzionale della figura dell’operatore pari, così come è stato possibile fare in numerosi altri paesi europei. L’associazione ha promosso l’installazione e gestisce direttamente (o se n’è occupata nel recente passato), di alcune macchine scambia-siringhe automatiche nei territori di Nichelino e Caselle Torinese, a riprova dell’interesse e dell’impegno nel campo della riduzione del danno.
La consapevolezza di un cambiamento del nostro paese verso la costituzione di un’Unione Europea in cui il campo e l’etica sociale possano realmente fungere da collante tra cittadini di nazioni differenti, ha impegnato l’associazione nella ricerca di partner europei con i quali condividere e rafforzare gli obiettivi e gli ideali che ci accomunano e identificano. Ad oggi, è molto forte il legame e la collaborazione con il network internazionale di persone che usano sostanze, Inpud e l’omonimo europeo Euronpud, così come con le reti Correlation Network, rete europea che si occupa e lavora con persone vulnerabili e marginalità in genere e EuroHRN, la rete europea di riduzione del danno. Sul versante locale, l’impegno dell’associazione nella costituzione e successivo lavoro con Itardd, la rete italiana di riduzione del danno, è un altro elemento che mostra l’idea condivisa dai soci dell’importanza della riduzione del danno non solo come strumento principale ma proprio come paradigma dell’intervento e delle politiche nel campo delle sostanze e delle problematiche collegate quali abuso e dipendenza.
A gennaio 2013 nell’ambito delle riunioni del Coordinamento Operatori Bassa Soglia del Piemonte, prende il via una consultazione tra pari, professionali e operatori dei servizi a bassa soglia che evidenzia l’esigenza di trovare delle risposte al crescente problema costituito dalle infezioni da HCV tra persone che usano sostanze, in particolare per via iniettiva. Facendo tesoro di tali consultazioni e dei dati emersi, da febbraio 2014, l’associazione partecipa, come unico partner italiano, al progetto HepC Initiative , organizzato dalla rete europea Correlation Network che culminerà a ottobre dello stesso anno con la “I° Conferenza europea su HCV e uso di droga” di Berlino e con la redazione di un documento, il Manifesto di Berlino, il cui fine è quello di sensibilizzare le istituzioni europee sul problema della diffusione dell’epatite C tra le persone che usano sostanze e la tutela dei propri diritti.
L’esperienza maturata in ambito europeo contribuisce a far nascere il progetto Peer Support EpC, realizzato a Torino tra settembre e il luglio 2015 dall’Associazione di Volontariato “L’Isola di Arran”, in collaborazione con il gruppo informale COBS (Coordinamento Operatori Bassa Soglia del Piemonte) e con il contributo della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus. La Regione Piemonte ha sponsorizzato i crediti ECM per gli operatori sanitari che hanno partecipato ai moduli formativi. In seguito si è passati alla realizzazione del vero e proprio peer support nei servizi a bassa soglia e nei Ser.D. ubicati nei territori delle ASL cittadine e limitrofe, azione che continua ancora oggi.
I contatti con Abbvie e la collaborazione con Fedemo, EpaC, Nadir, Plus e Aned, hanno ulteriormente incrementato e completato l’impegno dell’Associazione nei confronti delle persone con HCV che fanno uso di sostanze attraverso una campagna nazionale rivolta in ai servizi per le dipendenze e alle realtà del privato sociale che si occupano di problematiche legate all’uso di droghe. La campagna ha avuto il patrocinio del CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, della SITD – Società Italiana Tossicodipendenze, Itardd – Rete Italiana di Riduzione del Danno, FEDERSERD – Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze e del Ministero della Salute.
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